Le scadenze 2026 sono l'agenda di ogni contribuente italiano: privati, lavoratori dipendenti, autonomi, partite IVA e imprese. Ogni anno il calendario fiscale si ripete quasi identico, con poche variazioni e con lo slittamento al primo giorno lavorativo quando una data cade di sabato, domenica o festivo.
Conoscere in anticipo le scadenze 2026 significa due cose molto concrete: evitare sanzioni e interessi, e avere il tempo materiale per mettere da parte le somme necessarie. Un versamento fatto con un giorno di ritardo, anche di pochi euro, comporta una sanzione che si somma all'imposta dovuta.
In questa guida trovi il calendario delle scadenze 2026 mese per mese, le date chiave per acconti e saldo imposte, le scadenze del privato (IMU, 730, bollo auto) e gli strumenti di calcolo da usare per arrivare preparato a ogni appuntamento.
Scadenze 2026: il calendario mese per mese
La regola base del calendario fiscale italiano è semplice: il giorno 16 di ogni mese si versano IVA, ritenute e contributi del mese precedente. A questa cadenza ordinaria si aggiungono le scadenze annuali, che concentrano gli adempimenti più pesanti in giugno, settembre, novembre e dicembre.
Qui sotto trovi il quadro sintetico delle scadenze 2026 principali. Le date indicate sono quelle ordinarie: eventuali proroghe o differimenti vengono stabiliti con decreti e comunicati dell'Agenzia delle Entrate, quindi verifica sempre il testo ufficiale prima di versare.
| Data | Cosa scade | Chi è coinvolto |
|---|---|---|
| 16 gennaio 2026 (venerdì) | IVA, ritenute e contributi di dicembre 2025 | Partite IVA, sostituti d'imposta, imprese |
| 16 febbraio 2026 (lunedì) | IVA, ritenute e contributi di gennaio | Partite IVA, sostituti d'imposta |
| 16 marzo 2026 (lunedì) | IVA e ritenute di febbraio; invio telematico della Certificazione Unica 2026 | Partite IVA, datori di lavoro, pensionati |
| 31 marzo 2026 (martedì) | Chiusura del primo trimestre: controllo delle liquidazioni e degli elenchi Intrastat | Partite IVA e imprese |
| 16 aprile 2026 (giovedì) | IVA, ritenute e contributi di marzo | Partite IVA, sostituti d'imposta |
| 30 aprile 2026 (giovedì) | Dichiarazione IVA annuale 2026 (periodo 2025), in forma autonoma | Partite IVA in regime ordinario |
| 18 maggio 2026 (lunedì) | IVA, ritenute e contributi di aprile — il 16 maggio cade di sabato | Partite IVA, sostituti d'imposta |
| 16 giugno 2026 (martedì) | Prima rata IMU 2026; IVA e ritenute di maggio | Proprietari di immobili, partite IVA |
| 30 giugno 2026 (martedì) | Saldo 2025 e primo acconto 2026 di IRPEF, IRES e IRAP; contributi INPS | Autonomi, professionisti, imprese |
| 30 luglio 2026 (giovedì) | Saldo e primo acconto con la maggiorazione dello 0,40% | Chi ha scelto il versamento estivo |
| 20 agosto 2026 (giovedì) | IVA, ritenute e contributi di luglio: la scadenza del 16 agosto slitta per la pausa estiva | Partite IVA, sostituti d'imposta |
| 16 settembre 2026 (mercoledì) | IVA, ritenute e contributi di agosto | Partite IVA, sostituti d'imposta |
| 30 settembre 2026 (mercoledì) | Dichiarazione dei redditi 2026 (Redditi PF, Redditi SP, Redditi ENC) e 730 integrativo | Contribuenti persone fisiche e società |
| 16 ottobre 2026 (venerdì) | IVA, ritenute e contributi di settembre | Partite IVA, sostituti d'imposta |
| 16 novembre 2026 (lunedì) | IVA, ritenute e contributi di ottobre | Partite IVA, sostituti d'imposta |
| 30 novembre 2026 (lunedì) | Secondo acconto 2026 di IRPEF, IRES e IRAP | Autonomi, professionisti, imprese |
| 16 dicembre 2026 (mercoledì) | Seconda rata IMU 2026; IVA, ritenute e contributi di novembre | Proprietari di immobili, partite IVA |
| 28 dicembre 2026 (lunedì) | Secondo acconto IVA — il 27 dicembre cade di domenica | Partite IVA in regime ordinario |
Se lavori come dipendente, gran parte di queste voci è già gestita dal datore di lavoro: le scadenze 2026 che ti riguardano direttamente sono poche ma importanti — la dichiarazione dei redditi, l'IMU sugli immobili diversi dall'abitazione principale, il bollo auto e le eventuali rate di condominio o TARI.
Le scadenze 2026 del privato: 730, IMU e bollo auto
Per chi non ha partita IVA, il calendario delle scadenze 2026 ruota attorno a tre appuntamenti. Il primo è il 730 precompilato, disponibile in primavera e presentabile entro il 30 settembre 2026: chi lo invia direttamente online può contare sui controlli automatici che bloccano gli errori più comuni. Chi ha redditi non gestiti dal sostituto d'imposta deve invece passare dal modello Redditi PF, con la stessa scadenza del 30 settembre.
Il secondo appuntamento è l'IMU: prima rata entro il 16 giugno 2026 e seconda rata entro il 16 dicembre 2026. Ricorda che l'abitazione principale non è soggetta all'imposta (salvo categorie di lusso A/1, A/8 e A/9), mentre seconde case, uffici e terreni vanno dichiarati e versati. Per stimare l'importo puoi usare il calcolatore IMU, che applica le aliquote comunali e le detrazioni ordinarie; se invece stai comprando o vendendo un immobile, il calcolatore delle imposte di compravendita ti mostra registro, ipotecaria e catastale prima del rogito.
Il terzo è il bollo auto, che non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione e dalla regione. Con il calcolatore bollo auto ottieni l'importo annuale in base a potenza, classe ambientale e regione, così sai in anticipo quanto accantonare.
A queste si aggiungono le scadenze 2026 legate ai tuoi investimenti: l'imposta di bollo dello 0,2% sul deposito titoli (addebitata trimestralmente o annualmente dalla banca) e la ritenuta del 26% su interessi e dividendi. Per capire quanto ti resta davvero in tasca dopo le imposte, il calcolatore del tasso netto del conto deposito è un buon punto di partenza.
Acconti e saldo: le scadenze 2026 più pesanti
La scadenza che pesa di più sul bilancio familiare e aziendale è quella del 30 giugno 2026, quando si versano insieme il saldo delle imposte 2025 e il primo acconto delle imposte 2026. Per autonomi e professionisti significa spesso una somma a quattro cifre, da programmare con mesi di anticipo. Chi sceglie di pagare a luglio lo fa con la maggiorazione dello 0,40%, un piccolo interesse che vale la pena solo se la liquidità estiva è davvero problematica.
Il 30 novembre 2026 arriva il secondo acconto, calcolato sull'andamento dell'anno in corso. Se i ricavi sono cresciuti, l'acconto cresce con loro; se sono calati, puoi ridurlo applicando il metodo previsionale, che evita di versare più del dovuto.
Se una delle scadenze 2026 è già passata e hai dimenticato di versare, non aspettare: il calcolatore del ravvedimento operoso quantifica sanzione ridotta e interessi di mora per IRPEF, IRES, IVA e contributi, mostrandoti quanto costa regolarizzare oggi rispetto a un accertamento. Per misurare il peso complessivo di imposte e contributi sul tuo reddito, invece, usa il calcolatore della pressione fiscale.
- Entro il 30 giugno 2026: saldo 2025 + primo acconto 2026 di IRPEF, IRES e IRAP; prima rata dei contributi INPS.
- Entro il 30 luglio 2026: stesse somme, con maggiorazione dello 0,40%.
- Entro il 30 novembre 2026: secondo acconto IRPEF, IRES e IRAP 2026 (per i soggetti con acconto in due rate).
- Entro il 28 dicembre 2026: secondo acconto IVA per i contribuenti in regime ordinario.
- Entro il 16 giugno e il 16 dicembre 2026: le due rate IMU dell'anno.
Scadenze 2026 per partite IVA: IVA, ritenute e forfettario
Chi ha una partita IVA conosce bene la cadenza del giorno 16. Le scadenze 2026 mensili riguardano la liquidazione IVA, il versamento delle ritenute applicate a professionisti e dipendenti e i contributi previdenziali. Chi rientra nel regime forfettario non liquida l'IVA ma resta tenuto alle ritenute, ai contributi e alle imposte sostitutive: conviene quindi non confondere il forfettario con un regime senza adempimenti.
Per verificare quale regime conviene davvero, il confronto tra forfettario e ordinario mette a confronto imposta sostitutiva, IRPEF, IVA e contributi mostrando il netto finale. Se devi invece calcolare l'IVA su un preventivo o scorporarla da una fattura, il calcolatore IVA risolve in due click.
Attenzione anche alle ritenute d'acconto: il committente le versa per tuo conto e tu le ritrovi nella Certificazione Unica di marzo. Se lavori con più committenti, la simulazione da RAL a netto mensile e il simulatore di busta paga ti aiutano a capire se gli importi trattenuti sono coerenti con il tuo contratto.
Scadenze 2026 sotto controllo: 7 regole per non pagare sanzioni
Avere l'elenco delle scadenze 2026 non basta: serve un metodo. La differenza tra chi paga puntuale e chi accumula cartelle non è la memoria, ma l'organizzazione.
L'immagine in apertura racconta bene l'idea: un'agenda aperta, i numeri sul tavolo e il tempo che scorre. Le scadenze non si improvvisano, si pianificano.
- Segna sul calendario le date del 16 di ogni mese e le tre scadenze annuali (30 giugno, 30 settembre, 30 novembre 2026).
- Anticipa di una settimana le date che cadono di sabato, domenica o festivo: lo slittamento è automatico, ma i sistemi bancari no.
- Accantona ogni mese una quota proporzionale alle imposte attese, invece di cercare l'intera somma a giugno.
- Conserva le deleghe F24 pagate: servono per il ravvedimento e per dimostrare la data del versamento.
- Controlla a marzo la Certificazione Unica e a maggio il 730 precompilato, così correggi prima della scadenza del 30 settembre.
- Usa il cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate per verificare compensazioni, crediti e versamenti registrati.
- Se sbagli, regolarizza subito: i giorni che passano fanno crescere la sanzione.
FAQ sulle scadenze 2026
Le domande più frequenti su come funzionano le scadenze 2026 e cosa succede in caso di ritardo.
- Qual è la scadenza più importante del 2026? Per autonomi e imprese il 30 giugno 2026, con saldo 2025 e primo acconto 2026. Per i privati il 30 settembre 2026 (dichiarazione dei redditi) e il 16 giugno/16 dicembre (IMU).
- Cosa succede se una scadenza 2026 cade di sabato o domenica? Il termine si sposta al primo giorno lavorativo successivo. Le scadenze 2026 che slittano quest'anno sono quelle del 16 maggio (18 maggio), del 16 agosto (20 agosto) e del 27 dicembre (28 dicembre).
- Posso pagare le scadenze 2026 in ritardo senza sanzioni? Solo entro i giorni di tolleranza previsti e con il ravvedimento operoso: la sanzione si riduce, ma non si azzera. Calcolala con il calcolatore del ravvedimento operoso prima di versare.
- Il 730 e il modello Redditi hanno la stessa scadenza nel 2026? Sì, il 30 settembre 2026 è il termine per l'invio della dichiarazione dei redditi, con l'eventuale 730 integrativo.
- Se non ho partita IVA, quali scadenze 2026 mi riguardano? Dichiarazione dei redditi e 730 (30 settembre), IMU (16 giugno e 16 dicembre), bollo auto secondo il mese di immatricolazione, TARI stabilita dal comune.
- Le scadenze 2026 possono cambiare? Sì: proroghe e differimenti vengono disposti con decreti e comunicati ufficiali. Le date di questa guida sono quelle ordinarie e vanno sempre verificate sui canali istituzionali.
Conclusione
Il calendario delle scadenze 2026 non è un elenco da consultare all'ultimo momento: è uno strumento di pianificazione. Conoscere in anticipo le date del 30 giugno, del 30 settembre e del 30 novembre permette di distribuire gli importi durante l'anno e di evitare le ritenute di acconto che pesano sui bilanci familiari.
Usa i calcolatori per trasformare ogni scadenza in un numero preciso: saprai quanto versare prima che arrivi il giorno del pagamento, e potrai scegliere con calma se pagare in un'unica soluzione o rateizzare.
Disclaimer informativo
Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riporta le scadenze fiscali ordinarie del 2026. Non costituisce consulenza fiscale, legale o previdenziale: proroghe, differimenti e casi particolari sono stabiliti da norme e comunicati ufficiali dell'Agenzia delle Entrate e degli altri enti competenti. Verifica sempre le date sui canali istituzionali o rivolgiti a un commercialista prima di effettuare versamenti.

